ZENER 1992

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venerdì, gennaio 08, 2010

Detroit



Questa è una deliziosa casa coloniale, in mattoni, in quel di Detroit, a Chestnut St. River.
Il prezzo?
Udite udite perchè non crederete alle vostre orecchie: 35mila dollari che al cambio attuale fanno circa 24,50 mila euro.
Con questa cifra in Italia di case nemmeno l'ombra ci si compra!
Eppure questo è l'effetto devastante della crisi.
Detroit era la patria dell'auto americana: Ford, Chrysler e General Motor impiegavano circa 500mila persone.
Ora molti di questi posti sono a rischio ed il crollo delle quotazioni immobiliari è una cartina al tornasole dello stato di salute dell'economia americana.
Pensate che Detroit negli anni '60-70 faceva circa 1,8milioni di abitanti, su una superficie pari a quella di Milano e Parigi messe insieme.
Ora gli abitanti sono circa 700mila e si prevede un ulteriore calo demografico a circa 500mila abitanti.
Si pensava ad un progetto di riqualificazione dell'ampio territorio da cittadino in agricolo: molte case, nelle zone periferiche, sono vendute a circa 7mila euro, non al metro ma a casa!
E nonostante le quotazioni così basse c'è gente che spera di trovare l'acquirente e trasferirsi altrove: un morto al giorno, ed il Comune che non ha i soldi per pagare i poliziotti non sono un bel biglietto da visita.
La cosa impressionante è che stiamo parlando degli USA.
Detto questo è sottointesa la funzione sociale che hanno e svolgono le imprese in un determinato territorio, USA, Italia o vattelapescaccia che sia non importa.
Detroit è solo un esempio.
Chiudere una fabbrica, uno stabilimento può anche significare tagliare dei costi o dei rami secchi, ma entrando in una logica più sociale di impresa, chiudere significa anche e sopratutto deprimere economicamente e non solo, il territorio in cui l'impresa opera.
Dove c'è un'impresa c'è benessere.

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5 Comments:

At 4:51 PM, Blogger Faustino said...

Giusto. Però vallo a spiegare ai politici. La generazione di adesso pensa solo a mungere e al proprio orticello, hanno perso il senso di responsabilità che avevano una volta quando tutto era duro e difficile da conquistare. E vallo anche a spiegare ai sindacalisti che hanno preteso per anni di dare il lavoro a persone parassite e che vivevano sempre sulle spalle delle persone oneste. Ora è tardi. La guerra è iniziata e non si combatte più con le pistole ma con altre armi. Il risultato è che non muori subito ma diventi un disperato come ai tempi della guerra.
Parere personale naturalmente.
Ma quando sento ancora che è Berlusconi, o Obama la causa di tutto sono contento che si faccia un pò di pulizia, è che alla fine non sò se si riuscira a spazzar via i parassiti. Sono come i gatti, hanno sette vite.

Ciao

 
At 1:46 PM, Anonymous sergio said...

e sono molto prolifici !! i parassiti intendo.......

 
At 6:30 PM, Blogger marshall said...

Interessante articolo. Si presta a varie interpretazioni che riporterò in un post.

 
At 6:36 PM, Blogger marshall said...

In coda al post, c'è anche da tener presente il commento di Faustino. Interessante.

 
At 11:00 PM, Blogger Parcobuoi said...

Un post che rende subito una chiara e netta idea della crisi e sostituisce mesi di informazione falsata. Bravo Zener

 

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