ZENER 1992

I CONSIGLI GIUSTI PER SBAGLIARE IN BORSA. Così se perdete i vostri soldi non venitemi a dire che non ve lo avevo detto. Sono su Skype: zener

giovedì, aprile 16, 2009

Socotherm: bilancio 2008


Mi si chiedeva di Soco.
Con questo bilancio lascerei perdere: tutto giù, e ci può stare in un anno orribilis come il 2008 (ma poi chi l'ha detto che il 2009 sarà rose e fiori) ma addirittura il patrimonio netto negativo non è da tutti: la spia rossa, anzi rossissima, è quella di un aumento di capitale - è imposto dalla legge quando le perdite superano il capitale riducendolo oltre un terzo o azzerandolo.
La società fa inoltre sapere che ha rivisitato al ribasso le stime del piano industriale 2009 -2011.
Altra brutta notizia è che la società di revisione non certifica il bilancio per via delle incertezze sulla continuità aziendale.
Qualcuno tempo fa diceva che Soco sotto i 6,00 euro era meglio di una scopata: adesso quota circa 1,45 euro (dopo un poderoso recupero nei giorni scorsi da 0,80 euro su ipotesi di ristrutturazione del debito) ed ogni volta che penso a questa frase mi viene in mente la canzoncina dell'Osteria n° 20...ahia!

Etichette:

Sorin: considerazioni piano industriale 2009 - 2013



Qui a sinistra il prospetto con calcoli di redditività attesa e DCF.

A destra il manoscritto relativo a Diasorin con qualche calcolo veloce relativo al 2008 ed attese 2009, giusto per avere un minimo di paragone con un’altra società similare che opera nel settore medicale, settore che in teoria dovrebbe essere indenne da crisi di consumi et simili: di gente con l’infarto, per fortuna di Sorin, ce n’è tutti i giorni, e la Borsa in questi ultimi tempi contribuisce.
Sorin opera nel campo delle tecnologie medicali per la cardiochirurgia.
Diasorin opera nel campo della diagnostica in vitro: questa attività - da quanto si evince dal bilancio - ha una marginalità superiore a quella svolta da Sorin.
Numeri
Il 2008 di Sorin si è chiuso in perdita ma tale perdita è da ascriversi esclusivamente alle attività destinate alla vendita: il risultato finale sarebbe stato un pareggio.
Detto questo per vedere due indicatori bisogna lasciar perdere il solito PE per il 2008 e concentrarsi su altri indicatori quali Ev/ebitda, ROI, ROE.
A 0,55 euro Sorin capitalizza circa 259 mln; il suo patrimonio è intorno ai 390mln, quindi capitalizza meno del valore di libro (patrimonio / n° azioni) che è pari a 0,83 euro per azione: adesso ne è pieno il listino di situazioni come queste.
L’indebitamento a fine 2008 è stato di 253 mln: al di sotto del patrimonio, il D/E è di 0,65, circa 3,20 volte il MOL. Nonostante questo un covenant (garanzia richiesta dalle banche) sul debito di medio lungo termine è venuto meno, sembra che il patrimonio minimo non sia congruo alle richieste delle banche finanziatrici a seguito del diverso perimetro di consolidamento conseguente alle cessioni di attività effettuate nel corso del 2008.
A tale proposito la società ha dichiarato che prima dell’approvazione del bilancio 2008 - prevista per il 28 aprile - saranno ridefiniti i covenant con le istituzioni finanziarie: occhio a questa data, anche se c’è da dire che si tratta del mancato rispetto di 1 covenant su 8 complessivi.
Attualmente l’Ev (capitalizzazione + PFN) è di 512mln.
Il MOL del 2008 si è attestato a 79mln pari a circa il 12,30% dei ricavi: il piano industriale 2006 - 2010, prevedeva per il 2008 una marginalità leggermente superiore, compresa tra il 13-14%, ma a mio parere non è quel gran dramma se ci si guarda intorno e poi ci sono state operazioni di deconsolidamento che hanno contribuito a questo minor risultato.
A 0,55 euro l’Ev/ebitda 2008 è pari a 6,50X.
Diasorin
a fine 2008 aveva un MOL di 71mln che contrapposto ad un valore di impresa (Enterprise Value) di circa 911mln corrisponde un Ev/ebitda di 10,60X: un indicatore molto più generoso per la società che produce medicali di diagnostica in vitro;
Se Sorin dovesse quotare al medesimo livello i corsi azionari sarebbero intorno a 1,25 euro per azione, livelli visti intorno a febbraio 2008 periodo in cui si sono sfornati bilanci decisamente peggiori degli attuali.
Da sottolineare che Diasorin ha indicatori di redditività relativi di tutto rispetto: il ROI registra per il 2008 il 40,70% ed il ROE il 24,30% valori che Sorin non può vantare visto che il ROI, per il 2008, si attesta ad un 7% decisamente insufficiente, il ROE non calcolabile vista la perdita.
Il piano strategico 2009 -2013 offre spunti interessanti: il fatturato è atteso in crescita del 2-3% annuo e la marginalità a livello di MOL è attesa, per il 2013, intorno al 19-20%: sarebbe un bel passo avanti rispetto all’attuale 12,30%; l’indebitamento è atteso tra i 50 mln ed i 100 mln a secondo di quelle che saranno le politiche di investimento.
A partire dall’esercizio in corso - il 2009 - è attesa la redditività nell’ultima riga del conto economico -attese personali per circa 17 mln - favorito da un minor peso di oneri finanziari visto che l’ indebitamento è atteso in calo a circa 220 mln e da bassi tassi nel corso dell’esercizio: agli attuali corsi di 0,55 euro vorrebbe dire un PE di 15X, Ev/ebitda a 5,50X, ROE al 4,25%, ROI al 8%, questi ultimi ancora poco soddisfacenti. L’indebitamento a 220 mln con miglioramento del rapporto D/E dall’attuale 0,65 a 0,54.
Nel 2010 la marginalità, e quindi la redditività, potrebbe migliorare: a livello di MOL - attese personali per 104 mln - all’incirca al 15,20% e a a livello di EBIT -atteso per 67mln - al 9,85%; utile a 26 mln; a 0,55 euro per azione PE a 10X, Ev/ebitda a 4,30X, BVPS a 0,92 euro, ROI al 11% e ROE al 6%, appena sufficienti; l’indebitamento atteso a 190 mln con conseguente ulteriore miglioramento del D/E a 0,44.
L’elaborazione DCF prevede investimenti costanti per circa 50 mln fino al 2013, da lì in poi fino al 2017 gli investimenti li ho stimati pari agli ammortamenti..il resto della fuffa lo potete vedere cliccando sul prospetto che sennò qui facciamo notte, comunque sia il risultato dice un prezzo obiettivo di 1,31 euro; applicando un abbattimento del 30% in attesa di una prima conferma dei risultati del piano strategico per maggio - rendiconto trimestrale - e agosto - semestrale - ne consegue un target di lungo di 0,92 euro .
Almeno, questi i miei calcoli, poi se schianta o va più su peggio o meglio per chi ce l’ha.
Chi vivrà vedrà…per brevità tante considerazioni secondarie sui calcoli esposti nei prospetti le ho tralasciate sennò qui perdo il lavoro.

Etichette: ,

mercoledì, aprile 08, 2009

Gemina: interessati i musi gialli


Avevo pronte delle considerazioni in merito a Gemina, vista la notizia del Sole 24 Ore del 3 aprile secondo la quale “Changi Airport, la società di gestione dell’aeroporto di Singapore, sta preparando l’ingresso nel capitale in Investimenti & Infrastrutture, la finanziaria di controllo di Gemina.
Il quotidiano riporta che la società asiatica rileverebbe la quota del 10% ora nelle mani di Clessidra e potrebbe, più avanti, comprare anche la partecipazione detenuta da Unicredit: l’istituto di creditodetiene il 4,5% di Investimenti & Infrastrutture ed il 2,1% di Gemina congelato nel patto di sindacato.”
Lo spunto interessante è il fatto che Clessidra ha in carico le azioni Gemina a circa 1,00 (1,30 euro se si considerano anche i debiti) ed adesso il titolo quota intorno ai 0,34 euro.
Sono così andato a vedere i bilanci di Gemina e, per farmi un’idea del settore aeroporti – turismo, di Save e Aeroporti di Firenze, tutte società quotate sul listino italiano.
Gemina ha chiuso l’esercizio 2008 in perdita di circa 34 mln: nonostante maggiori ricavi, per effetto del diverso consolidamento, maggiori costi per servizi e per le svalutazioni dei crediti Alitalia - circa 42 mln - la redditività a livello operativo netto è deteriorata; il peso del costo del debito, circa 101 mln di oneri finanziari netti a fronte di un indebitamento netto di circa 1,40 mld, ha quindi generato una perdita.
Nell’immediato futuro è facile immaginare che non ci saranno più svalutazioni di crediti come quelle per Alitalia, come anche il costo del debito potrebbe essere più basso rispetto all’esercizio appena concluso visto il ribasso dei tassi di riferimento; se poi si vuole anche considerare l’ipotesi di un eventuale aumento delle tariffe aereoportuali, ed il fatto che Fiumicino si propone come areoporto di riferimento per l’area mediterranea – ed è probabilmente questa ragione la ragione dell’interesse di Changi - il quadro degli eventi a favore è completo.
Per quanto concerne eventuali fattori negativi c’è da annoverare la linea ferroviaria ad alta velocità Milano Roma – Frecciarossa - e l’attuale crisi economica, mix di fattori che nell’immediato stanno causando un calo dei passeggeri.
Tornando ai numeri Gemina attualmente capitalizza circa 500 mln.
Con un indebitamento netto di circa 1,40 mln il suo valore di impresa – EV ovvero Enterprise Value – è di circa 1,90 mld di euro.
L’ EBITDA si attesta per il 2008 a circa 193 mln.
Salta all’occhio, nonostante le basse quotazioni, l’elevato multiplo dell’EV/EBITDA pari a circa 9,90X; da sottolineare che è elevato rispetto agli attuali multipli medi della borsa – intorno alla forbice 4 – 6X – mentre è in linea ai valori di SAVE - 10,00X - e a sconto rispetto a Aeroporti di Firenze – 13,50X - .
Alto l’indebitamento, comunque entro i limiti patrimoniali – debiti /equity 0,79 - è “figlio” del leverage buy out relativo all’acquisto dagli australiani di Macquaire della quota del 45% di ADR avvenuto a luglio 2007 per l’importo di 1,23 mld.
Non ho verificato i covenants a garanzia del debito ma è evidente che il rapporto Debito/MOL è alto visto che siamo a 7,20X ed attualmente rapporti di debito netto oltre le 4-5 volte il MOL fanno da apripista a ristrutturazioni dei debiti se non addirittura impongono il ricorso ad aumenti di capitale per riequilibrare le fonti del capitale investito.
Piccola parentesi : se il titolo dovesse quotare valorizzando la quota di ADR in mano a Gemina per il prezzo pagato agli australiani i corsi azionari sarebbero intorno ai 1,55 euro, un valore toccato verso ottobre 2007, circa 3 mesi dopo il closing con Macquaire: da quel momento in poi i corsi azionari hanno avuto una direzione esclusivamente ribassista fino agli attuali 0,34 euro, valore mai così basso da quando Gemina è di fatto l’involucro societario di Fiumicino.
Gli indicatori relativi di redditività non registrano perfomance interessanti.
Il ROI per il 2008 si attesta al 1,70 %: a fronte di capitali investiti per circa 3,17 mld l’utile operativo netto è di soli 54 mln; pur non considerando costi non ricorrenti per circa 52 mln (42mln svalutazioni Alitalia e circa 10 mln di maggiori costi) il ROI rimarrebbe comunque basso, pari al 3,30%, lontano dal 7,50% di Save e dal 16% di AdF.
Stesse considerazione valgono per il ROE, negativo per Gemina, un appena sufficiente 4,72% per Save ed un soddisfacente 10,60% per la piccola Adf .
PE negativo per Gemina – qui pesano tanto gli oneri finanziari pari al 52% del MOL – contro il 6,70X di Save i cui oneri finanziari incidono a livello di MOL per il 7,45%; Adf ha un PE di 41X con oneri finanziari netti che incidono per il 4% sul MOL: Save e AdF hanno un basso indebitamento con D/E pari allo 0,22.
Non passa inosservato l’autofinanziamento netto di Gemina nel 2008: con ammortamenti per circa 139 mln, pur in perdita di 34 mln, si ottiene un dato positivo di 105mln che è stato supportato da variazioni positive del circolante per 21 mln, quindi in grado di sostenere investimenti per circa 50 mln.: potrebbe essere interessante sviluppare un DCF sulla base di questi numeri magari senza considerare i costi non ricorrenti (anche perchè se la produzione di cassa dovesse rimanere questa ad occhio gli attuali corsi ci stanno tutti).
Nelle intenzioni di Fiumicino c’è l’ambizione di diventare aeroporto del Mediterraneo e a quanto si evince dalla carta stampata questo comporterà un piano di investimenti per circa 3mld di euro nell’arco di circa 3-4 anni, quindi gli attuali flussi di cassa non sono decisamente sufficienti a sostenere questo ipotetico piano di sviluppo.
Il problema quindi è : Gemina è già indebitata per l’operazione Macquaire e gli indebitamenti, si sa, costano anche con inevitabili ricadute sui rendimenti attesi dagli azionisti; Gemina attualmente sembra al limite della leva finanziaria - come detto il D/E è a 0,79 - a meno che non si ricorre ad un aumento di capitale che consenta in futuro un maggior ricorso alla leva finanziaria senza sbilanciare la composizione delle fonti
Fosse così servirebbe un aumento di circa 1,50 mld; che corrisponderebbe ad un valore per azione di circa 1,00 euro: un bel problema con le azioni che adesso quotano circa un terzo di questo valore.
Sarà in questa ottica che dovrà sarà valutato l’ingresso nel capitale di Gemina da parte di Changi?
Forse sì forse no, sono solo ipotesi; sarà sicuramente interessante seguire gli sviluppi della vicenda.

Etichette: ,

giovedì, marzo 12, 2009

BasicNet e Amplifon

Provo a fare due piccole analisi tecniche a seguito dell'analisi di bilancio fatte dall'amico Zener.

Basicnet
Basicnet ha creato un ampio range di trading tra 1,03€ e 1,30€. La fuoriuscita al ribasso sotto quota 1€ o al rialzo sopra gli 1.4€ darebbe un importate direzionalità al titolo. Al momento siamo lontani da una di queste condizioni. Interessante è la formazione di un triangolo disegnato dalla trendline rialzista generata dai minimi del 20 dicembre e dalla trendline ribassista che arriva da settembre 2008. Il recupero di una quota interna al triangolo potrebbe contenere e caricare i prezzi per una fuoriuscita di forza per il breve periodo quindi consiglio di monitorare l'ingresso del titolo nell'area del triangolo in formazione e acquistare sulla fuoriuscita rialzista, non è possibile al momento dare valori precisi visto che il triangolo è in formazione. Per il medio periodo la buona struttura finanziaria del titolo può essere una garanzia ma personalmente proverei un acquisto solo sopra area 1.41 in close con take profit a 1.75 e stop loss in close sotto gli 1.40.



Amplifon
Difficile analizzare un titolo che oggi (forse si sono accorti della valutazione di Zener !!) ha fatto un gain del +22% in un giorno !! Comunque ci provo.
Il titolo arriva da una pesantissima discesa partita dai 6.8€ di Agosto 2007 per toccare gli 0.63 di Dicembre 2008 perdendo circa il 90% del suo valore. Da area 0.60 si è creata una base di accumulo che ha lateralizzato in questi mesi anche se la tendenza è stata leggermente rialzista. L'esplosione rialzista di oggi potrebbe spingere il titolo nel breve ad un ambizioso rialzo sino in area 1.38/1.39 dove transita la media mobile a 200gg. Per il breve si potrebbe provare un BUY sopra i massimi di oggi a 1.080 con take profit a 1.38 e stop loss sotto gli 0.9850. Per il medio periodo proverei un buy al superamento in close di quota 1.58 che potrebbe aprire la strada al target primo dei 2 euro e successivo di 2.40.



Visita Report Night

Etichette:

mercoledì, marzo 11, 2009

AMPLIFON bilancio 2008 e attese





Amplifon: 1,05.

Oggi dati di bilancio 2008.

Ha chiuso in perdita "grazie" a svalutazioni di avviamenti per circa 29mln di euro.

Senza queste svalutazioni il risultato sarebbe stato positivo, non come il 2007, ma positivo.

Ed i calcoli che vedete - qui il file excel su Esnips - sono stati fatti senza considerare i "non recurrent costs" della svalutazione: ho deciso di comportarmi come il mercato che ha festeggiato con un rialzo da sospensione di circa il 22%.

Come mai tanta euforia?

Eppure il 2008 ha chiuso con ricavi in flessione del 4%, Un MOL in flessione e con una marginalità ridotta, idem per l'EBIT che a cascata ne ha risentito; il risultato finale è stata appunto una perdita figlia di pesanti svalutazioni.

Nota positiva la posizione finanziaria è migliorata sensibilmente di 50mln passando dai -241mln del 2007 ai -191 mln di fine 2008: il risultato è frutto oltre che della capacità di generare cassa (utili/perdite + ammortamenti) ed anche da una buona gestione del circolante (crediti, debiti, rimanenze) e da una minore attività di investimenti da acquisizioni (gli investimenti operativi, cioè quelli destinati al miglioramento del prodotto sono invece costanti).

E 50 mln non sono pochi: se Amplifon dovesse replicare il prossimo potrebbe ulteriormente migliorare quel debiti /equity che adesso segna 1,03.

Teniamo anche conto che da oggi in poi non dovrebbero esserci più svalutazioni che generano perdite ed erodono il patrimonio passato dai 222mln del 2007 ai 184mln del 2008.

Da porre l'attenzione sul fatto che ad Amplifon basterebbe recuperare un 3% di fatturato per aumentare sensibilmente la sua marginalità.

Infatti osservando il 2007 ed il 2008 si nota che l'incidenza delle materie prime sul fatturato è pressochè identica; invece i costi fissi non sono variati: tra personale, servizi esterni ed altri costi sono stati spesi circa 405 mln sia nel 2007 che nel 2008.

Se la società, sopratutto in America dove sono stati conseguiti i peggiori risultati, dovesse provvedere ad un taglio dei costi si otterrebbe, assieme ad un eventuale leggero recupero del fatturato, un aumento sensibile della marginalità a livello operativo lordo (MOL) e netto (EBIT).
Se poi la PFN dovesse diminuire togliamo anche un po di oneri finanziari e vai che la redditività passata potrebbe essere recuperata o addirittura migliorata.

Forse sto viaggiando un po troppo con la mente ma sono le prime conclusioni che mi sono venute in mente curiosando tra i dati del bilancio 2008...non sarà uno dei migliori ma si presta a qualche spiraglio di ottimismo.

I calcoli li vedete: DCF mi dice circa 2,00.

Poi la borsa è quel che è in questi ultimi mesi....

Etichette:

Basicnet 3 trimestre 2008




Basicnet: 1,19 euro.
Il prospetto excel lo trovate qui su Esnips.
L'occhiata l'ho data ieri su richiesta di Archi che saluto.
Dopo aver dato l'occhiata all'ultima trimestrale ed aver fatto i soliti conti mi sono accorto di averla già vista in occasione della seconda trimestrale..vabbè, unica consolazione è che, a grandi linee, sono giunto alle medesime conclusioni di questo post di agosto 2008, quando quotava 1,75 e mi piaceva..poi venne il Grande Massacro e tutto finì a troie, anche la bella Basicnet del bravo AD Boglione.
Che dire...i conti li vedete sui prospetti: il DCF con dati di crescita prudenziali mi da un TP di circa 2,25 euro, cioè una capitalizzazione di circa 137 mln alla quale corrispondono ottimi indicatori di reddito assoluti cioè PE a circa 8,60X, Ev/ebitda 6,64X..quest'ultimo forse non tanto di moda coi tempi che corrono ma a 1,19 euro l'Ev/ebitda sarebbe di 4,40X, quindi ottimo.
Gli indicatori di redditività relativi direbbero questo ROE al 23% e ROI al 18%, quindi ottimi.
Adesso a 1,19 euro capitalizza 72mln ed è ai valori di libro: il PE segnerebbe 4,50X gli utili attesi per il 2008 - circa 15,50 -16,00 mln secondo mie attese - non male.
Perchè non va?
Semplice: poco considerata, volumi bassi , questo è evidente.
Non resta che aspettare tempi migliori per la borsa e per questo genere di titoli.
Occhio al 27 marzo che vengono diffusi i dati di bilancio del 2008.

Etichette:

lunedì, marzo 09, 2009

DMT

75,82 euro: tanto è arrivata a quotare – nell'aprile 2007 - la società impegnata nell'attività di servizi tecnologici e digitali rivolti ai media.
Si era all'indomani del bilancio 2006 che fotografa ricavi per 97,70 mln, ebitda per 30mln (30,70% sui ricavi), EBIT di 19,40mln (19,90%) ed utili di 6,90 mln.
L'indebitamento era di 85,90 mln entro i limiti del patrimonio che ammontava a 119,20.
La capitalizzazione di allora di 857 mln e gli indicatori economici richiamavano valori e multipli da piena bolla in stile new economy dell'inizio del nuovo millennio: PE 124x, Ev/ebitda 32x, ROE 5,80%, ROI al 9,30%.
Attualmente valori del genere sarebbero da massacro, non il massimo della convenienza, ma all'epoca - anche se si parla di soli due anni fa, visti gli scenari attuali - era ancora lecito attendersi un futuro migliore, confortato dai numeri di allora: uno studio di Kepler datato marzo 2007 con target price di 106,90 euro ne è la prova.
Oggi DMT vale 2,50 euro a cui corrisponde una capitalizzazione di circa 28,30 mln: 30 volte meno della capitalizzazione di quell'aprile 2007.
Attualmente è sospesa dalle contrattazioni: il prezzo in lettera segna 1,00 euro che corrisponderebbe a circa 11,30 mln di capitalizzazione.
Le attività gestite sono principalmente due: la divisione Tower e la divisione System.
Nel bilancio al 31/12/2008 la divisione Tower ha la solita eccellente marginalità: l'EBITDA è pari a 27,51 mln pari al 51,40% dei ricavi (53% nel 2006); a livello operativo l'EBIT registra una marginalità del 28,82% (31,70% nel 2006).
I dolori vengono dalla divisione System: a fronte di 26,70mln di ricavi l'EBITDA è negativo per 7,75 mln: segnale pessimo, si brucia anche cassa utile per sostenere gli investimenti per la divisione Tower.
A prima vista, date le perdite, anche un profano avrebbe il desiderio di “far fuori” la divisione System.
Ed infatti nel corso del 2008 la società aveva messo in vendita la divisione System deconsolidando i dati nell'informativa semestrale.
A metà settembre i corsi azionari, all'indomani della semestrale, segnano circa 24 euro.
A novembre – constatate le difficoltà da parte della società di vendita della divisione System – inizia la discesa: dai circa 20 euro si arriva così agli attuali 2,50 euro, discesa “aiutata” anche dalla vendita di 401mila azioni (il 3,54% del capitale) da parte di Millenium Partecipazioni Srl, azionista di riferimento, avvenuta tra fine febbraio ed inizio marzo ad un prezzo medio di 3,52 euro per azione; vendita che ha sorpreso il mercato visto che la promessa in sede di IPO è stata quella di non procedere alla vendita di titoli: sarà un sintomo di malessere finanziario dell'azionista di riferimento?
Ulteriore timore è che se non si vende la divisione System che brucia cassa sarà necessario un aumento di capitale per sostenere gli investimenti della divisione Tower i cui obiettivi sono le 1600 torrette entro il 2010 (al 31/12/2008 erano 1471) e che consenta anche un riequilibrio tra il patrimonio e l'indebitamento netto, a dicembre rispettivamente di 99,18mln e 147,45 mln.; riequilibrio necessario anche per il rispetto dei covenants: l'indebitamento netto è pari a circa 7,60 volte il MOL: un leverage alto se pensiamo che di questi tempi le “pretese” del sistema creditizio sono per leverage intorno a 4,50 -5,00.
Un risultato che – se la divisione System fosse venduta – sarebbe tranquillamente a portata di mano grazie ad una riduzione del debito di circa 25mln riferibile alla divisione in perdita e grazie al deconsolidamento delle perdite a livello di MOL pari a 7,75 mln: considerando quindi un indebitamento riferito alla divisione Tower per circa 122 mln ed il MOL rispettivo pari a 27,51mln il leverage si attesterebbe a 4,40 volte.
Il problema, personalmente, sembra essere – oltre al fatto che non si riesce a vendere la divisione System – l'indebitamento raggiunto; ad occhio per ottenere un riequilibrio finanziario sembrano necessarie risorse per circa 25mln di euro: all'incirca l'attuale capitalizzazione.
Associando a questa ragione anche le vendite di titoli del principale azionista il mercato si è adeguato seguendo i timori di una mancata ricapitalizzazione (se millenium vende...).
Ma quanto varrebbe DMT con la sola divisione Tower?
Lasciamo perdere il PE.
Adesso capitalizza circa 28,30 mln, con un indebitamento netto riferibile alla sola divisione Tower, pari a circa 122mln, si otterrebbe un valore di impresa di circa 150mln.
Considerando il MOL del 2008 pari a 27,51 mln (al netto degli oneri Eiffel) si otterrebbe un Ev/ebitda di 5,45: ora non riesco a fare confronti ma fino a novembre un multiplo di 12X era considerato normale; è però necessario considerare che da novembre ad oggi le capitalizzazioni si sono ridotte; attualmente la misura “in voga” è un Ev/ebitda di 4,50X...ma il dato per DMT andrebbe rivisto in chiave futura sulla sua ottima capacità di produrre cassa.
Insomma: se non vendono la divisione System sono problemi: è anche vero che la società ha dichiarato un piano di riduzione delle spese e previsto maggiori ricavi per il 2009 ma questo sembra non aver rassicurato il mercato.
La notizia della vendita della divisione System potrebbe dare lustro ai corsi azionari; per ora visto il livello di indebitamento -debiti/equity pari 1,49 – e l'impossibilità a vendere la divisione System che produce debito meglio assistere a quanto sta succedendo marcando stretti eventuali sviluppi sulla cessione della divisione System.
.

Etichette:

mercoledì, gennaio 28, 2009

Guardate un po voi.
Io ho fatto i miei di conti: ho utilizzato un DCF.
Per il 2009 ho seguito la "guidance" della società; dal 2010 in poi ci ho messo del mio.
Se volete metterci del vostro e provare a fare i vostri conti variate SOLO i campi evidenziati in rosso.
Il file excel lo potete scaricare qui su questo post, dal widget oppure su cliccando qui.
Buon divertimento.
Fiat 2008
Fiat 2008.xls
Hosted by eSnips



Etichette:

sabato, gennaio 24, 2009

Lottomatica e Snai

Lottomatica
Il titolo dopo la forte discesa dell'ultima settimana ha creato nella seduta di Venerdì un hammer perfetto. A questo punto il segnale deve essere confermato con una candela bianca nella seduta di Lunedì, a supporto del rimabalzo evidenzio anche l'RSI in inpervenduto a quota 21.97. Proviamo un Buy di 200 azioni a 13,85 con stop intraday a 13,49 e take profit veloce a 14,80.

SNAI
Ritorniamo su SNAI che ci ha dato molte soddisfazioni a Dicembre, il titolo rimane con solidi fondamentali vedi analisi qui ma dopo il forte recupero ha ritracciato sotto i 2 euro. Ha trovato una piccola base di accumulo in area 1.64. La salita di Venerdì porta il titolo a contatto con la media mobile a 20gg si potrebbe provare un piccolo acquisto sulla rottura della stessa. BUY di 1000 quote a 1.8550 con stop loss in close sotto quota 1.77 e take profit a 2.03. A presto.


Visita Report Night

Subscribe in a reader