ZENER 1992

I CONSIGLI GIUSTI PER SBAGLIARE IN BORSA. Così se perdete i vostri soldi non venitemi a dire che non ve lo avevo detto. mail: zener.blog@gmail.com Sono su Skype: zener

mercoledì, luglio 09, 2014

Aeffe

Mi incuriosisce questa società legata al mondo della moda con marchi eccellenti quali Moschino, Pollini, Ferretti ed altri: andate sul sito per approfondire, approfittatene per vedere anche un po di topa (le modelle), cosa che non guasta mai la giornata.
Passando ai grigissimi numeri della prima trimestrale si nota un bel calo del fatturato di circa il 7%  a fronte del quale però la società sembra aver ben contenuto i costi di produzione (il margine lordo è addirittura aumentato) ed i costi di gestione (il risultato finale è aumentato da circa 2ml ad oltre 3,2 mln, in percentuale un risonante 60%).
Oggi quota intorno a 1,20 euro, quotazione che esprime una capitalizzazione di circa 130 mln.
Forse esagerata per gli utili infrannuali conseguiti.
Per niente esagerata se il dato trimestrale dovesse riflettersi anche nei successivi trimestri: evento che l'anno precedente NON è capitato.
Quindi?
Quindi bisogna fare i soliti calcoli: poi da lì si potrà capire se ha da dare o ha già dato.
Servono i conti, signori  miei, sennò a cosa cavolo li hanno inventati i ragionieri?
A dopo.


lunedì, luglio 07, 2014

Biesse spa

Biesse flussi di cassa
Biesse multipli

E finalmente, dopo solo circa 7 mesi dal post di Biesse di metà novembre 2013, riprendo il discorso sulla simpatica società che produce macchinari per l'industria del mobile.
A novembre i numeri sfornati dalla terza trimestrale mi piacevano, a naso mi diedero l'idea che si poteva salire da quei 4,60 euro dell'epoca.
Così è stato: oggi Biesse quota intorno ai 9,50.
Da novembre 2013 ha più che raddoppiato.
I numeri di oggi, però, non mi ispirano per ulteriori rialzi.
Vero è che in passato (anni 2006-2008) Biesse aveva toccato quotazioni ben più importanti ma la realtà dei numeri odierni mi dice che se non si troveranno - importanti -  conferme a livello di crescita dei ricavi e dei margini, rispetto ai dati attuali - intendendo per attuali un 2014 che si presume possa chiudere con un utile in rialzo rispetto al 2014 - (per come e quanto prego consultare i simpatici prospettini) sarà difficile che le quotazioni possano crescere oltre.
Insomma: non sto a tediarvi con numeri, numeroni e numerini, un'entrata oggi su Biesse a 9,50 euro è da valutare con molta attenzione.
In borsa, quel che ieri aveva un senso, oggi potrebbe non averne più.
In borsa chi non cambia idea su questo o quel titolo è un idiota.
Quello che oggi mi piace domani potrebbe (o dovrebbe!) non piacermi più.
Ed il tempo tra l'oggi ed il domani potrebbe anche essere breve, dipende dagli eventi e dai numeri che mai come in questi ultimi anni sono stati mutevoli.
Tornando alla Biesse, oggi dico "attenzione".
Poi magari salirà chissà dove - in quel caso mi spargerò il capo di cenere -  ma dovessi scommetterci di mio andrei sul altri lidi.
Detto questo la seguirò nelle sue evoluzioni.
Il prossimo appuntamento importante - che potrebbe incidere sulle quotazioni - è l'approvazione della semestrale prevista per il 04 agosto.



lunedì, giugno 30, 2014

sempre Fincantieri

Giusto un particolare tratto dal prospetto informativo...

Notare bene la voce "costi diversi di gestione".

Al 31 marzo 2013 è di 31.287 (dati in migliaia di euro)
al 31 dicembre 2013 è di ....11.541.
Strano che il progressivo di questa voce di costo per 12 mesi sia inferiore a quello di 3 mesi.




Fincantieri OPVS


Fincantieri: mi si chiedeva di approfondire la mia impressione sull'OPVS appena conclusa a 0,78 euro per azione.
Cercherò di essere breve.
Dopo il collocamento - grazie anche all'aumento di capitale - la società reperirà risorse per circa 468mln di euro andando praticamente ad azzerare la sua PFN (che a marzo era sotto di circa 417mln). Il Patrimonio post IPO salirà così a circa 1,70 miliardi e considerando il numero di azioni risultanti dopo l'OPVS - pari a 1.842.119.070 - ne consegue che il Book Value Per Share sarà superiore ai valori di collocamento ed esattamente a circa 0,95 euro per azione: se i corsi azionari dovessero allinearsi a tale valore vorrebbe dire un guadagno in termini percentuali di circa il 22%. 

Ma c'è un ma. 
Anzi direi più di uno, ma inizio con un se.
SE è vero che la valutazione sui multipli apparirebbe a premio rispetto ad altri competitor (vedi pag. 690 del prospetto informativo) una valutazione "cash" sembrerebbe "condannare" la società a dover investire per una crescita per linee esterne (esogena, ovvero acquisizione di società oepranti nello stesso settore). 

 Infatti una valutazione basata sul Discount Cash Flow Unlevered - assumendo dati economici più o meno costanti (e direi anche positivi sul fronte delle variazioni del capitale circolante) - portano ad una valutazione che va al di sotto del prezzo di collocamento. 
Per trovare un allineamento con il prezzo dell'offerta a 0,78 si potrebbe individuare un "necessario" indebitamento intorno ai 500mln.
 Misura ipotetica che ottimezzerebbe la composizione del capitale investito.
 Misura che però non può certo svelare una futura redditività.
Insomma 0,78 non è regalata ma nemmeno pagata cara: sembra rappresentare il giusto punto di partenza.
Molto dipenderà dal management: se questo sarà in grado di cogliere opportunità di investimento (vedi Holding VARD acquistata nel 2013 per circa 168mln) l'investimento su fincantieri potrà dare soddisfazioni.
Altrimenti si va giù dai 0,78.
Altra cosa: sembra una quotazione che "si doveva fare" e non per esigenza di fare cassa al Ministero (la controllante Fintecna incasserà solo circa 81mln) ma più per esigenza di  cassa della stessa Fincantieri: il 2013 è stato un anno particolarmente pesante, dal punto di vista finanziario.
L'aumento del circolante (variazioni per circa 320 mln!) e l'acquisto di holding VARD (168mln) hanno portato la PFN in territorio negativo (comunque sempre entro limiti accettabilissimi in termini di gearing) per euro 417mln ed il collocamento ha portato risorse in cassa per circa 468mln: giusto per azzerare le posizioni e ripartire!
Ho giocato a stimare la redditività 2014 e mi viene fuori un utile tendenziale sui 72mn. 

Il PE sarebbe intorno a 19X (non eccezionale), ROE al 4% (pessimo) e ROI al 10% (appena sufficiente). Insomma, secondo me destinata a dover crescere utilizzando le risorse IPO ed un leverage (debiti/equity) che consentirà ampi margini di manovra.

giovedì, novembre 28, 2013

Una finanziaria senza attributi

Il governo è fatto solo di chiacchieroni incompetenti.
Non sono parole mie ma del Collega e deputato Enrico Zanetti.
Come dargli torto?
La finanziaria per il 2014 non propone nulla di nuovo ma dei semplici "copia ed incolla" di norme tributarie già esistenti.
Si parte dalla tassazione sugli immobili: nel breve volgere di pochi mesi la Tares ha assunto diverse denominazioni passando da Trise, Tari, Tuc ed infine Iuc, il risultato alla fine è solo un'operazione di  renaming di un adempimento tributario già noto.
Il copia ed incolla riguarda anche gli ecobonus: positiva la loro conferma per un settore immobiliare in profonda crisi dal 2011 ma anche qui nulla di nuovo sotto il sole: le norme sulle ristrutturazioni esistono dal 1997 e quelle sugli interventi energetici dal 2006.
Poco o niente è stato fatto per la crescita economica.
Nessun provvedimento a sostegno del credito: si poteva usare la leva dei Tremonti bond per la ricapitalizzazione effettiva (adesso per quanto ne dicano la solidità delle banche è solo contabile) degli istituti di credito: no, niente di tutto questo.
Non esiste un intervento a favore delle aree pesanti dell'economia quali auto ed immobili.
Una (solita) campagna di sgravi fiscali sulla rottamazione dei veicoli non sarebbe stata male: la Spagna lo ha fatto e senza avere eccellenze nel settore auto produrrà nel 2013 ben 2,2 Mln di veicoli. L'Itaglia si fermerà al minimo storico di ben soli 400 mila veicoli, minimo registrato nell'ormai lontano 1958.
Si pensa invece 
a terrorizzare i consumatori con lo spauracchio assiomatico ormai diffuso che se compri sei potenzialmente un evasore a cui chiedere conto: molti consumatori "risolvono" il problema evitando spese ed investimenti.
Si preferisce vivere sulla falsa idea che l'eccesso di controlli possa resuscitare un'economia in coma quando invece parte della soluzione sarebbe quella di lasciare più libertà di azione ai consumatori.
Una novità curiosa ed inutile di questa finanziaria senza coraggio è  quella che chi vende casa dovrà attendere il bonifico dal notaio che incasserà il corrispettivo dall'acquirente e che lo riverserà al venditore a trascrizione avvenuta: se questo è il coraggio siamo messi proprio male.
Qui bisogna reagire e mandare a casa questo chiacchieroni inutili e strapagati.

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giovedì, novembre 14, 2013

Biesse: 3° trimestre 2013

Sono appena usciti i dati: mi sembrano belli, anzi migliori rispetto alle precedenti trimestrali.
Analizzerò il tutto anche con l'aiuto delle preziose "forecast" indicate nella stessa trimestrale dalla Società.
Da seguire.


mercoledì, novembre 13, 2013

Carraro settembre 2013



Mi si chiedeva di Carraro.
Ha pubblicato i dati della terza trimestrale ed ecco lì che all'indomani ti ha preso un bel 5% portandosi a 2,87 euro.
Troppa euforia: è vero che i dati pubblicati sono migliori del passato - il Margine Operativo Netto da 14 mln di settembre 2013 è passato a  23 mln segnando un progresso del 63%..
Il problema però rimane l'alto indebitamento: a settembre la PFN è negativa per 268 mln ed il peso degli oneri finanziari netti  - circa 14 mln  - porta ad un risultato pre imposte di 8,89 mln.
E' impressionante l'incidenza degli oneri finanziari sul Margine Operativo Netto: in termini percentuali è di circa il 60%.
Notevole anche la leva finanziaria: a fronte di un patrimonio netto di 55 mln il debito di 268 mln appare decisamente alto, il debiti/equity è ben il 4,87, ben oltre l'1,00 raccomandato dal galateo finanziario.
Basso il ROE, quasi a zero e non sufficiente il ROI - a circa 7% - di poco superiore al costo medio dei capitali investiti, stimato intorno al 6%.
Sarebbe più bella con un debito più basso e di conseguenza maggiore redditività.
Una valutazione cash (a destra) - abbastanza generosa tenuto conto che ho considerato ricavi e margini costanti - la valuta appunto intorno a 2,80 euro.
Detto questo, considerata la marginalità striminzita  - il ROS  a settembre, nonostante il miglioramento dei conti,  è appena al 3,45% - rimane un titolo da prendere con le pinze: un leggero calo di ricavi potrebbe riflettersi negativamente su un quadro fragile.
A dopo
non so quando

giovedì, settembre 26, 2013

Imprenditore = criminale

Allego articolo del Sole 24 Ore: "datore colpevole se l'operaio ubriaco ha un incidente".
Nello specifico il datore è stato condannato per omicidio colposo perchè un coglionazzo di un suo dipendente si è presentanto ubriaco al lavoro ed è caduto in cantiere.
Da lì è facile immaginare l'incriminazione del datore (vedi  D.lgs 81/2008 ) perchè il cantiere non era messo in sicurezza - operazione assai difficile se hai a che fare con degli ubriachi.
Per non parlare dei giudici che emettono simili sentenze: forse anche loro abusano di sostanze alcoliche e non solo.
Queste sono le cose che mi fanno incazzare.
In un Paese dove solo un terzo della popolazione lavora - e questo terzo per l'85% deriva dal settore privato - si fa di tutto per tarpare le ali proprio a quel settore che da ossigeno alla baracca.
In questi giorni il buon Letta è all'estero alle prese con un roadshow per attrarre stranieri ad investire in Italia.
Ma con norme così - il paradosso del datore colpevole per il dipendente ubriaco è uno su tantissimi nel sistema impresa italiano - trovo sia difficile trovare qualche pazzo che voglia investire in Italia, anzi, diciamola tutta, certe imprese italiane farebbero carte false per portare via i coglioni da questo Paese che vede in loro le streghe da bruciare al rogo.