ZENER 1992

I CONSIGLI GIUSTI PER SBAGLIARE IN BORSA. Così se perdete i vostri soldi non venitemi a dire che non ve lo avevo detto. mail: zener.blog@gmail.com Sono su Skype: zener

martedì, marzo 13, 2012

semplificazioni fiscali (?)




Elenco clienti fornitori: istituito con l'art. 21 del D.L. 78/2010 il quale prometteva che per adempiere si sarebbero individuate "modalità e termini...da limitare al massimo l'aggravio per i contribuenti".

Dalle parole ai fatti c'è un oceano.

La scadenza dell'adempimento per il 2010 è stata oggetto di proroga per le difficoltà nell'individuare o meno le operazioni sotto o sopra soglia, euro 3.000,00 tra imprese (25.000,00 nel 2010) , considerato che operazioni distintamente fatturate potevano essere tra loro collegate e quindi oggetto di comunicazione , anche se nella pratica è spesso difficile stabilire quando un'operazione è collegata oppure no

E questo - secondo la legge - doveva essere un adempimento semplice!

Per semplificare cosa si decide?

Di eliminare, per il 2011, la complicazione della soglia dei 3mila euro!

Perfetto.

Però ci si rende conto che eliminando la complicazione della soglia dei 3mila si complica la vita alle imprese che già si sono organizzate per gestire le operazioni sopra soglia.

Allora per non far diventare la semplificazione una complicazione si torna, per semplificare, alla complicazione della soglia dei 3mila.

Deontologia mi impone di non utilizzare un linguaggio sconveniente: in questo caso l'invito di mandare il nostro legislatore in quella famosa località è forte.

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martedì, gennaio 10, 2012

sviluppo e crescita: terrorismo fiscale



E' tanto che non scrivo, ma di opinioni da esporre ne avrei in quantità industriale, in particolare sulla questione Paese-fisco-crescita.
Il Paese va male.
Le colpe si dirottano principalmente sugli autonomi, ormai considerati unici responsabili dei mali del Paese.
L'imputazione?
L'evasione fiscale.
Un argomento che, storicamente, crea (facile) consenso nell'opinione pubbica, più per una questione numeri - circa due terzi di contribuenti vive di busta paga e/o pensione - che per vera e propria coscienza popolare.
Se poi le cifre sventolate sono, per usare un termine eufemistico, surreali e largamente variabili -a secondo delle "necessità mediatiche" le cifre variano repentinamente dai 100 ai 300 miliardi - poco importa, come poco importa far sapere all'opinione pubblica che i metodi di stima dell'evasione (sottolineiamo la parola stima) sono per molti versi discutibili e dalle gambe di argilla (vedi metodo di Franz utilizzato in Italia).
L'attualità ci porta alle verifiche in località turistiche e nei centri termali.
Ben vengano, ovviamente non solo in quei posti.
Ma non pubblicizziamole troppo.
Anzi non pubblicizziamole proprio.
Per tre motivi:
1) le notizie sono distorte per creare consenso: è sì disdicevole l'imprenditore individuale che viaggia col Porsche 997 nuovo di zecca e dichiara solo 30mila euro lordi (che poi magari nel suo bilancio ha 100mila euro di ammortamenti e quindi il Porsche ci può stare abbondantemente), ma occhio a dire che certe autovetture risultavano intestate a delle Srl con redditi sempre intorno a 30mila euro!
Questa è una notizia che farà furore nelle menti poco "ragionieristiche" ma è decisamente fuorviante.
I tecnicismi contabili, poco noti a coloro che invece vengono colpiti dal furore della notizia, magari ci dicono che tra i costi di quella Srl ci possono essere dei compensi agli amministratori per qualche centinaio di migliaia di euro, che sono tassati pesantemente, e l'utile che residua è semplicemente una questione contabile, che poco o nulla centra con la capacità di spesa per Porsche e dintorni.
2) Da utente un domani potrei evitare di andare a Cortina o a fare le terme: non per nascondere qualcosa ma certo mi seccherebbe l'idea che posso essere indagato - nel senso di indagini per eventuali accertamenti sintetici - per il fatto di aver speso due scudi in svago et simili.
3) Occhio a questa caccia al finto povero / ricco o presunto tale: queste notizie hanno un effetto terribile sull'economia quotidiana.
Instaurano l'idea che se spendi, anche poco e magari per spese neanche monitorate dal fisco, un domani potrai essere perseguito, fiscalmente parlando.
E questo porta ad una inevitabile contrazione dei consumi.
Ed in un momento come questo - dove la crescente disoccupazione e la crisi del credito per imprese e famiglie sta intaccando la capacita di spesa - è la cosa che serve di meno.
Attualmente la capacità di spesa è in generale caduta.
Se terrorizziamo chi può spendere stiamo andando nella direzione sbagliata.
Una volta un mio amico mi raccontò scandalizzato che una persona benestante spendeva circa 1000 euro al mese per i suoi due cani.
Gli pareva uno spreco.
E così può sembrare per chi non può permetterselo.
Ma io gli risposi che di persone così ne vorrei a bizzeffe, perchè creano e trasferiscono ricchezza: ne godono tutti, imprese, fornitori e dipendenti.
Una rete che vive.
Ammazza il ricco, o chi comunque può spendere per cani e dintorni e quella rete si estingue: imprese, fornitori e dipendenti.
E' come un cane (e dagli) che si mangia la coda.
E non lamentiamoci se tante piccole imprese chiuderanno o avranno dichiarazioni dei redditi più basse.
Ma il film sarà sempre lo stesso: non sarà colpa dei minori consumi ma dell'evasione, quella stimata, ben lontana da quella accertata (che poi quest'ultima è ben lontana da quella recuperata).
E' così da decenni.

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giovedì, settembre 01, 2011

evasione e controllo sociale


Quando le cose vanno male spunta sempre il colpevole: l'evasore fiscale.
E' un ritornello che dura da anni.
Sono scettico sul metodo di calcolo utilizzato per stimare l'evasione nel nostro paese (metodo di Franz), metodo che ha, per dirla con molto eufemismo, le gambe di argilla e che , secondo me sovrastima il fenomeno dell'evasione in quanto non tiene conto di multeplici variabili che incidono sulla determinazione del reddito di impresa e per lo stesso fatto che, in comune ad altri metodi di stima dell'evasione, si basa esclusivamente sul concetto "reddito" quale elemento per stimare la capacità di sostenimento delle spese e del tenore di vita degli autonomi.
Ovvio che incardinare ogni ragionamento sul concetto di reddito non mi trova per niente d'accordo.
Faccio un esempio.
Tizio acquista da Caio un'azienda per 1,80 milioni di euro.
Questa azienda procurava a Caio un reddito di circa 100mila euro l'anno.
Roba da poter giustificare la Bmw X6, le vacanze alle Seychelles ed altro ancora alla faccia di redditometro e spesometro.
Ora Tizio ha lo stesso reddito, a livello di operativo lordo, ma ammortizza il costo dell'acquisto dell'azienda.
Avrà degli ammortamenti per 100mila euro l'anno che gli abbatteranno il reddito tassabile a ZERO.
Questo succederà per 18 anni.
Per 18 anni Tizio avrà ZERO reddito, ma avrà 100mila euro di autofinanziamento (utili/perdite+ammortamenti).
Ergo: potrà permettersi lo stesso tenore di vita di Caio che gli ha venduto l'azienda.
Anzi di più, perchè con gli ammortamenti non pagherà - lecitamente - le tasse.
Quindi vai con il Bmw X6 e con le Seychelles anche per Tizio che lecitamente dichiara ZERO e lecitamente può permettersi un certo tenore di vita.
E' per questo che sono contrario a forme di misurazione dell'onestà incentrate ed incardinate esclusivamente sul concetto di reddito, che per gli autonomi, è il caso di dirlo, non corrisponde alla liquidità spendibile ma è solo un risultato di derivazione contabile.
Non si può certo dire la stessa cosa per i dipendenti: quanto in busta paga è spendibile e da qui non si scappa.
Ora si parla di controllo sociale.
Cosa è?
Vuol dire pubblicare le dichiarazioni dei redditi, quindi renderle note a tutti.
Anche al vicino invidioso di Tizio che non sopporta vedere quel Suv (ormai in questi ultimi tempi assiomatizzato al concetto di evasore) e le valigie pronte per le Seychelles.
Ora il vicino invidioso, con la dichiarazione sottomano di Tizio si può fare un'idea sbagliata vedendo quello "ZERO" stampato sull'odioso modello fiscale.
Vagli a spiegare che Tizio, pur dichiarando ZERO può fare le vacanze esotiche e viaggiare sul Suv.
Il problema è che i vicini invidiosi non sono tutti "imparati" di questioni fiscali/contabili.
Il problema è che se si approverà il "controllo sociale" si rischia, a torto, di dare in pasto ai leoni anche degli onesti contribuenti.
E' ovvio che l'esempio sopra riportato è solo uno dei tantissimi esempi che possono giustifcare un reddito ZERO, o basso, rispetto a tenori di vita alti.
Tantissimi esempi dietro i quali vi sono ragioni fiscali/contabili di cui tanti, direi tantissimi cittadini, non sono in grado di valutare il perchè dietro quello ZERO si può avere un alto tenore di vita.


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venerdì, agosto 12, 2011

Fisco & Sistema Italia





Parlo per quanto mi riguarda da vicino: il mio lavoro, che, come forse pochi sanno, è quello di ragioniere commercialista.

Mi concentro quindi sul "sistema fisco".

Mi verrebbe voglia di iniziare questo discorso con "c'era una volta la finanziaria", quella finanziaria che arrivava puntuale dopo Natale, quella finanziaria composta da 1 articolo ed un migliaio di commi, quella finanziaria che, in fondo, era lei e basta, al massimo qualche intervento correttivo, nei dintorni del periodo estivo, chiamato appunto manovra correttiva, composto da pochi articoli e niente più.

L'ultima vera finanziaria fu la Legge 244/2007 - finanziaria per il 2008 - emanata dalla XV Legislatura, meglio nota come Governo Prodi II.

Dopo di essa la modalità di normare, in materia fiscale, cambiò con le correttive estive che assunsero i connotati di leggi finanziarie e finanziarie che, viceversa, assunsero i connotati più tipici delle manovre correttive, anche se ad onore del vero, già a luglio 2006, con il decreto Visco Bersani - DL 223/2006- abbiamo avuto un assaggio di normazione finanziaria estiva.

La normazione oltre ad evolversi come sopra descritto si è poi arricchita di decreti dai più svariati nomi ed intenti per esempio il Dl 185/2008 "anticrisi" il DL 40/2010 "incentivi" e per ultimo il Dl 70/2011 "sviluppo" per non parlare dei "maxiemendamenti" e dei "milleproroghe" di fine anno.

Il punto quale è?

Ai professionisti viene chiesto un sempre maggiore sforzo nello studio ed aggiornamento - ultimamente nel periodo estivo connotato dall'alta stagionalità da bilanci e dichiarazioni - che deve essere immediato considerato che la valenza delle nuove norme decorre immediatamente il giorno dopo la pubblicazione nella GU.

Per le imprese l'impossibilità di operare scelte di lungo termine per determinate operazioni la cui convenienza, spesso, dipende anche dal loro trattamento fiscale.

Alcuni esempi delle varazioni normative di questi ultimi anni:

Acquisto dell'immobile: domani il leasing diventa parzialmente indeducibile.

Personale: tra le tante problematiche mi viene da pensare che oggi hai il cuneo fiscale, domani chissà forse no.

Autovetture, flotte aziendali: qui il turbinio normativo, dal 2006 ad oggi, è stata roba da mal di pancia.

Spese di rappresentanza dal 2008, idem come sopra per le autovetture.

Energie alternative: il primo esempio che mi viene in mente è il fotovoltaico, investi a leva facendo affidamento su una determinata tariffa incentivante ed ecco lì che te la decurtano di un buon 30% (un massacro per le imprese del settore che si sono viste revocare gli ordini).

Contenzioso tributario: hai ragione? Solve et Repete che in latino significa "paga e poi opponiti" in Commissione Tributaria e se chiedi la sospensione spera che te la diano entro i 180 giorni dalla richiesta (dai 60 giorni della notifica dell'atto) che sennò parte l'esecuzione forzata (a proposito: gli organici delle Commissioni, a fronte di maggiori impegni, verranno sfoltiti anzichè rafforzati ).

Giustizia: servirebbe un tomo per parlarne (male) è purtroppo la prassi consolidata a costituire il male del sistema: giudici oberrati di cause ma che manco leggono gli atti di causa, avvocati di controparte che coscienti di ciò riescono ad ottenere continui rinvii grazie a costituzioni di parte fatte coi piedi ...tanto il giudice le legge appena e rinvia: i tempi si dilatano con buona soddisfazione di chi ha torto.

Ed il sistema si ingorga.

Da quest'anno, da marzo, c'è la conciliazione (D.lgs 28/2010): tante piccole cause, se il sistema funzionerà a dovere, non ingorgheranno i tribunali.

Personalmente vedo delle criticità nel fatto di aver introdotto il patronicio degli avvocati anche nella conciliazione.

Ma qui non mi esprimo oltre non essendoci per ora casi noti di inefficienze essendo l'istituto da poco tempo operativo: speriamo bene.

Se le imprese italiane sopravvivono a quanto sopra è perchè abituate ad evitare l'inefficienza del sistema - "se lo conosci lo eviti".

Dall'estero - abituati a norme certe ed a tempi di risposta del sistema giustizia congrui - è ovvio che ci pensano più di una volta a venire in Italia.

In questi giorni Camere e Senato emaneranno l'ennesimo decreto per far fronte ai provvedimenti urgenti finanziari ai quali siamo stati chiamati per tenere su il baraccone Italia.

Il metodo sarà sempre lo stesso: Decreto Legge con buona pace dell'art. 4 dello Statuto dei contribuenti se vi sarà imposizione di nuovi tributi e dell'art. 3 per la decorrenza delle nuove disposizioni.

La novità, che bisserà quanto già accaduto in sede di conversione del Dl 98/2011, sarà una veloce conversione in legge: l'urgenza di fare bella figura nel Club Europa è tanta ed i litigi (emendamenti) che rimpallano i decreti dal Senato alla Camera e viceversa, si possono, per il momento, lasciare da parte.

Il punto quale è?

Invece di fare 3 - dico 3 - decreti legge in circa 4 mesi (a maggio Dl 70 "Sviluppo" + a luglio Dl 98 "manovra" + Dl da emanare ad agosto) potevano farne uno unico?

Oppure: non sarà più opportuno ritornare alla cara vecchia ed unica manovra finanziaria di fine anno?

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