ZENER 1992

I CONSIGLI GIUSTI PER SBAGLIARE IN BORSA. Così se perdete i vostri soldi non venitemi a dire che non ve lo avevo detto. mail: zener.blog@gmail.com Sono su Skype: zener

venerdì, ottobre 01, 2010

voglio fare la pizza



Non voglio cambiare lavoro: sono un ragioniere e tale rimarrò.
Il titolo del post vuole essere un'anteprima ad un progetto che ho in testa da tempo: riportare qui sul blog esperienze di impresa.
E per "esperienze di impresa" intendo quelle quotidiane.
Non l'idea di impresa, intesa come la grande impresa, che fa bilanci, che è quotata, che fa parlare di sè sui giornali.
Ma la piccola, anzi piccolissima, impresa, quella del bar, quella che vende i giornali, quella che si vede sul piano strada, le cosidette "botteghe" dietro le cui saracinesche la parola "successo" o "insuccesso" non è correlata a cifre milionarie, ma a grandezze di più comune esperienza.
Tra queste storie di piccola impresa, pensavo (anche) alla pizza.
Che ingredienti servono al pizzaiolo, quanti gliene servono, quanto gli costano e quanto ci ricava e quanto ci guadagna, tanto per utilizzare il linguaggio corrente della piccola impresa che non è certo quello tecnico delle trimestrali.
Forse non è proprio il compito del ragioniere sapere i trucchi di questo o quel mestiere: ne sono cosciente.
Sono però sempre del pensiero che, in collaborazione col cliente, si può arrivare a delle utili constatazioni, per entrambi.
Sia per il professionista, che accresce il suo bagaglio culturale nonchè la sua esperienza in vari campi di impresa che solitamente affronta ed analizza con considerazioni ex post, tale da farlo sembrare più un patologo che un medico con funzioni di prevenzione.
Sia per il cliente che dal gesto quotidiano, spesso dettato dall'inerzia manuale - passa ad una analisi utile ad elaborare indagini sul concetto "prodotto", indagini e considerazioni che magari fino a ieri non gli passavano nemmeno per la mente e che, se approfondite, portano anche alla presa di coscienza che, il ragioniere non può, con il solo supporto dei numeri, capire se il cliente sta sbagliando o meno strategia: come se il foglio dei corrispettivi svelasse il segreto della mancata redditività, di questa o quella impresa.
Insieme, cliente e professionista, possono invece arrivare a delle utili considerazioni.
Pensavo di iniziare con la pizza quale esempio di combinazione di ingredienti che portano ad un prodotto finito, solitamente ad alta marginalità
Alta marginalità che può anche diventare "servizio al costo" se si aggiungono ingredienti costosi senza fare attenzione a non adeguare il prezzo di vendita: con la pizza è difficile ma non impossibile, basta vedere certi prezzi di pizze, chessò, con la bresaola - magari comprata anche male dal pizzaiolo imprenditore - per vedersi ridotta la marginalità a doppia cifra percentuale.
Ma ho già detto troppo.
Se qualcuno avesse delle idee ed esperienze, ed in questo caso è necessario aprirsi come un libro, si potrebbe arrivare a fare delle analisi, constatazioni, considerazioni, di parecchie attività imprenditoriali, con i loro pregi ed i loro difetti, magari dapprima affrontando la materia con argomenti sui generis per poi fare un'introspezione più dettagliata...chissà.
Io intanto ho già i calcoli della pizza su apposito file excel...se questo fine settimana andate in pizzeria meditateci sopra anche voi.
Buon fine settimana e buona pizza a tutti.

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mercoledì, ottobre 28, 2009

Tremonti: aiuti o calci nel culo?

Tremonti parla bene quando dice alle banche di aiutare il sistema imprese allargando i cordoni della borsa.
Infatti alle stesse banche ha proposto i suoi Tremonti Bonds: a te banca ti do i soldi per sistemarti i ratios e me li remuneri al 7,50% dal primo anno, fino ad un massimo del 15% ...ci credo che la maggior parte delle banche ha preferito la via dell'aumento di capitale e continuano a non concedere credito alle imprese ...immagino che il calcolo del costo dei capitali propri (assumendo il metodo del Capital Asset Pricing Model) nel lungo termine è inferiore alla remunerazione del Tremonti Bond.
La chicca degli aiuti alle imprese è la domanda che queste devono fare per ottenere il diritto al rimborso o compensazione del credito IVA trimestrale se questo è superiore a 2.582,28 euro ..la cifra così "frastagliata" ha una sua ragione: sono i vecchi 5 milioni di lire tondi tondi...in pratica alle soglie del 2010 il nostro Ministero delle Finanze ragiona ancora in lire come fa ancora qualche pensionato CGIL rincoglionito.
Bell'aiuto: per avere diritto ad esigere un credito devi fare domanda e per fare domanda devi pagare il consulente.
In quanto tale devo dire che ho dell'imbarazzo a dire al cliente che per compensare l'IVA deve pagarmi la prestazione.
Probabilmente anche questa prestazione, come tante altre in questi ultimi anni, finirà nel calderone del forfait: non sono prestazioni a valore aggiunto, sono difficili da "vendere" ed in cuor mio capisco che non è facile presentare conti sempre più infittiti di questo o quell'adempimento, per lo più pretestuosi, che con gli animi tesi di oggi potrebbero farti perdere il cliente.
Intanto a furia di nuovi adempimenti e tariffe sempre più forfettarie anche noi rag.comm. vediamo l'orizzonte sempre più scuro, anche perchè dobbiamo trovare il tempo di fornire una consulenza a valore aggiunto che vada oltre gli adempimenti obbligatori, sennò è dura portare il pane a casa.
Grazie Ministro Tremonti
Continui così
finchè ce n'è...

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venerdì, ottobre 23, 2009

Crisi ed opportunità

Il periodo non è il massimo.
Le imprese vendono meno ed a scalare tutta la filiera ne soffre; tocca anche a noi tristi contabili constatare questo malessere, non tanto nei numeri ma nell'umore dei clienti.
E a proposito di numeri c'è da parte del cliente la pretesa, a volte legittima a volte per niente, di voler la soluzione a tutti i problemi dai numeri di bilancio.
Vagli a spiegare che i numeri non sono altro che un indicatore e non l'indicatore per eccellenza: vanno sempre visti con introspezione ed in sinergia con quello che è l'ambiente esterno ed interno.
Magari si vende meno perchè hai un collega/impiegato maleducato, o ti sei messo a fare il prodotto in maniera scadente, oppure non vendi più case/mobili perchè il mercato è fermo: tante sono le ragioni che i numeri possono sì esprimere ma non giustificare appieno.
Ultimamente le visite presso il cliente si sono fatte più intense.
Noto che l'invito a fare introspezione ed indagine sui numeri è un compito sgradito: il tempo non è sufficiente, la mente deve adattarsi a nuovi schemi e così via.
Finchè le cose andavano bene ci si accontentava del dato assoluto e di un margine che, magari figlio di una combinazione fortunata dei fattori produttivi ma privo del supporto di una strategia a monte, soddisfava le esigenze.
In fondo, quando le cose vanno bene, perchè stare lì a oliare i meccanismi dell'impresa, o meglio fare indagine se possono funzionare rendere meglio?
E' una scocciatura!
Poi col vento che cambia ci si rende conto che saperne di più, avere un panel di dati a disposizione, anche i più apparentemente inutili, corrisponde ad avere un vantaggio considerevole, e non solo nei momenti di crisi.
Piccoli esempi: tanti vendono senza rendersi conto di quanto marginalizzano, magari perchè concedono cose che non si possono permettere, vedi l'errore banale di concedere provvigioni e/o sconti sul prezzo Ivato con disastrosi effetti sul margine finale; magari concedono dilazioni siderali e non si fa caso che paghiamo i fornitori a 30-60gg con il risultato che più vendiamo e più ci troviamo esposti finanziariamente; oppure si è ostaggi di agenti che minacciano di togliere l'esclusiva se non compriamo la referenza tal dei tali: ci si casca e magari non sappiamo che è un prodotto che sta lì in magazzino a prendere polvere ed alla fine, se va di lusso, lo devo liquidare a prezzo di costo.
La casistica degli esempi è infinita.
E' vero che la crisi ha colpito.
Ma è anche vero che solo in pochi hanno cercato di trasformare la crisi nell'opportunità di fare introspezione e conoscere meglio i meccanismi dell'impresa.
Troppa fatica elaborare dei database e far lo sforzo di analizzarli.

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